ALPINISMO
1650
DISLIVELLO EFFETTIVO
1868
QUOTA DI PARTENZA
3177
QUOTA MASSIMA
16
CHILOMETRI
La salita del Roc della Niera richiede buon allenamento, abitudine al terreno d’alta quota e dimestichezza con passaggi alpinistici: l’avvicinamento è lungo, mentre il tratto finale presenta esposizione e roccia da affrontare con attenzione.
Materiale necessario: casco, imbrago, corda da 60 metri, protezioni veloci consigliate.
Nota Bene: In inizio stagione e dopo le prime nevicate autunnali, i tratti in ombra della Normale possono cambiare radicalmente la difficoltà del percorso.
ATTENZIONE: di seguito vi descriviamo un percorso di tipo alpinistico, di grado F+ (Facile) o PD+ (Poco Difficile), a seconda dell'itinerario prescelto.




Risalire la Val Varaita in auto fino a Chianale, proseguire in direzione del Colle dell’Agnello. Poco oltre il paese si svolta a sinistra, si supera il ponte sul Varaita e si raggiunge l’ampio piazzale sterrato dove lasciare l’auto.
Dal parcheggio si segue il sentiero U21. La traccia entra nel bosco e poi esce sui pascoli della Costa Buscet, proseguendo verso il vallone delle Grange Antolina. Raggiunto il Lago Bleu, si costeggia la sua sponda settentrionale e si ignora il bivio per il Colle Biancetta, continuando invece verso i Laghi di Bes e il Col Longet.
Dal colle si prende a destra, passando accanto ai ruderi di una casermetta. Una traccia evidente conduce sul lungo crestone detritico orientale del Roc della Niera. Si segue il filo, aggirando sul versante sud alcuni brevi salti su terreno instabile. Al termine della dorsale si scende leggermente a una depressione, quindi si risale la pietraia verso la base della parete.
Più lunga e tecnicamente più impegnativa, la Via dei Diedri è una valida alternativa quando la Normale presenta neve o ghiaccio. L’attacco è poco prima della via Normale, riconoscibile da frecce e segni rossi sulla roccia.
Si risale un primo ampio diedro, quindi un secondo con un passaggio di III grado. Una cengia detritica permette poi di proseguire su terreno più semplice verso la forcella tra anticima e vetta. Da qui si segue la cresta sud: inizialmente affilata ed esposta, poi più larga e facile fino alla croce di vetta.
La via Normale è la soluzione più diretta, ma non va sottovalutata. Dalla pietraia si raggiunge una cengia diagonale sotto la parete ovest, dove sono presenti punti utili per assicurarsi. Il passaggio chiave è un breve muretto esposto di II+, seguito da un traverso molto aereo su un terrazzino, che porta a un canalino sulla destra.
Il tratto finale richiede attenzione soprattutto in discesa. La sua esposizione a nord/nord-ovest può inoltre conservare neve o ghiaccio, anche quando il resto dell’itinerario appare asciutto.


Discesa lungo la Via dei Diedri: La discesa può avvenire lungo la Via dei Diedri, attrezzando due doppie, ma consiglio di scendere lungo la Normale (soltanto se le condizioni sono sicure e si è pienamente a proprio agio sul terreno esposto).
Discesa lungo la Via Normale: Dalla vetta si torna indietro lungo la cresta in direzione di una forcella. Sulla destra sono visibili alcuni ometti e un vecchio chiodo con anello, che indicano l’imbocco della discesa lungo la via Normale. Si scende disarrampicando fino a raggiungere un terrazzino, dal quale si effettua una calata in corda doppia di 30 metri: è quindi necessaria una corda da 60 metri.
Dopo circa 15 metri di calata sul muretto, occorre traversare con decisione a destra su un terrazzino esposto. Poco più in basso si trova un cordone e, sotto ancora, una sosta dalla quale si può raggiungere disarrampicando il sentiero alla base della parete. La manovra richiede sicurezza su terreno esposto.
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