ALPINISMO
1600
DISLIVELLO EFFETTIVO
1514
QUOTA DI PARTENZA
2964
QUOTA MASSIMA
13
CHILOMETRI
La Via dell'Ometto non è particolarmente difficile dal punto di vista tecnico, ma è un itinerario lungo, con diversi tratti un po' esposti e un carattere decisamente alpinistico. La quota, l’isolamento e la natura della cresta richiedono comunque buona esperienza e capacità di muoversi su terreno misto di roccia e sfasciumi.
Materiale necessario: casco, imbrago e corda da 30m obbligatori. Utili friend medi e piccoli, 4 rinvii e fettucce.
ATTENZIONE: di seguito vi descriviamo un percorso di tipo alpinistico, di grado massimo AD- (Abbastanza Difficile), a brevi tratti esposto.




Si parte dalla frazione Molera, poco sopra Mondrone, in Val d’Ala, dove si può lasciare l’auto al termine della strada nei pressi della frazione.
Parcheggiate con cura: ci sono pochi posti ed è fondamentale lasciare l'area di manovra libera.
Dal parcheggio si segue il sentiero in direzione del Bivacco Molino. L’avvicinamento è già una parte importante della salita: circa 1.200 metri di dislivello che portano al Passo dell’Ometto, passando nei pressi del bivacco.
Da qui finalmente comincia la parte alpinistica.
Dal Passo dell’Ometto si aggira lo sperone che domina il valico sul versante della Val Grande e si cerca il punto più logico per entrare sulla cresta, sempre segnata da bolli arancioni (che oramai sbiaditi sembrano quasi rosa...).
La prima parte si sviluppa su terreno facile (percorribile anche slegati), con passaggi di II e III grado. La roccia non è sempre compatta e bisogna prestare attenzione alla scelta del percorso.
Si segue sostanzialmente il filo della cresta, alternando brevi tratti camminabili a passaggi di arrampicata. Il percorso è abbastanza intuitivo, anche se alcuni passaggi richiedono attenzione nell'individuazione della linea corretta.
Il passaggio più caratteristico arriva circa a metà salita: giunti a un grande bollo con freccia, si traversa verso sinistra, lungo placche di serpentino piuttosto lisce. È il passaggio chiave della via, valutato di III grado ed esposto. Sono presenti due spit che aiutano a proteggere il traverso.
Superato questo tratto si giunge a una parete abbastanza verticale, sprotetta, da affrontare. Superata la parete di circa 100 metri, si torna sostanzialmente in cresta tenendosi prevalentemente sul lato della Val Grande, seguendo una linea che permette di evitare i tratti più problematici.
La parte finale torna ad essere più verticale, ma la roccia offre generalmente buoni appigli. Alcuni passaggi raggiungono il III/III-, sempre con una discreta esposizione.
Poi, quasi improvvisamente, la cresta si appoggia e lascia spazio a rocce più abbattute che conducono verso la vetta.
Dall'attacco sono circa cinque ore, ma il tempo può variare sensibilmente in funzione della progressione, delle condizioni e dell'eventuale utilizzo della corda.
La discesa avviene lungo la via normale sul versante sud-est: non sottovalutatela. La difficoltà scende infatti a F (Alpinistica Facile), ma il sentiero è sconnesso e presenta molti passaggi di II grado con corde fisse. Dalla vetta alla macchina considerate circa quattro ore.
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