ALPINISMO

La Kuffner al Mont Maudit, alpinismo senza tempo

Estate

Difficoltà: D
Courmayeur, Monte Bianco
Esposizione: Sud-Est

1900

DISLIVELLO EFFETTIVO

3260

QUOTA DI PARTENZA

4468

QUOTA MASSIMA

18

CHILOMETRI

La Cresta Kuffner al Mont Maudit è una via alpinistica epica, che offre panorami mozzafiato sul massiccio del Monte Bianco. Un percorso tecnico, un mix perfetto di ghiaccio e roccia, con passi di massimo IV+

La cresta fu salita per la prima volta il 3 luglio 1887 da Maximilian Kuffner con le guide Burgener, Furrer e Reinstadler. L’ascensione, elegante e audace per l’epoca, aprì una via spettacolare sul Mont Maudit. Oggi è considerata una grande classica dell’alpinismo nel massiccio del Monte Bianco.

Materiale necessario: normale da alpinismo su ghiaccio, due picche, viti, e friend medi.

Per questa avventura ci siamo legati di nuovo in cordata con la guida alpina Carlo Giuliberti, di Escape Outdoor Guides di Torino.

ATTENZIONE: di seguito vi descriviamo un percorso di tipo alpinistico D (Difficile)

Day 1

Raggiungiamo in macchina la Skyway Monte Bianco, a Entrèves (Courmayeur), e parcheggiamo nei soliti parcheggi liberi vicino a Sky Aviation

Parcheggiata l'auto prendiamo la funivia fino a Punta Helbronner (in alta stagione consigliamo di prenotare il biglietto).

Da Punta Helbronner scendiamo in ascensore al Rifugio Torino, a 3375 m, del CAI Torino. Anche in questo caso consigliamo di prenotare con largo anticipo.

Itinerario

Il giorno seguente la sveglia suona presto: alle h 1:45. Colazione alle h 2:00 e alle h 2:30 si calzano i ramponi. Il cielo è terso e l'aria neanche troppo fresca: insomma, una giornata fotonica!

Dal Rifugio Torino risaliamo velocemente il ghiacciaio fino al Col Flambeaux, passiamo sotto la parete nord della Tour Ronde, superiamo il Grand Capucin (scalato proprio con Carlo l'anno scorso) ed entriamo nel Cirque Maudit, punto di attacco della via: ci attende un bel tiro di roccia per scaldarsi le mani, alle h 3:30 del mattino!

Il percorso procede lungo un ripido canale nevoso, con pendenze che variano tra i 40° e i 55° (portate due picche!), per poi seguire fedelmente la cresta, affrontando passaggi tecnici come un camino-fessura di III grado.

All’uscita del camino si continua su belle lame (III+/IV grado, ma fate attenzione alle rocce mobili). Carlo mi racconta che la via originale passava da canali di neve/ghiaccio e che, a causa di un recente distacco, saremo costretti a fare 3 tiri su roccia, di cui il secondo e il terzo non proprio banali (che ad oggi si possono considerare la sezione chiave dell'intera via)... e così è!

Superati i tratti in roccia, continuiamo su neve/ghiaccio, traversiamo sulla sinistra e affrontiamo quello che all'epoca era il passaggio più ostico (IV+, ben proteggibile grazie a friend incastrati e cordini).

A questo punto raggiungiamo la base del torrione Androsace, che decidiamo di aggirare.

Il torrione si può affrontare direttamente con un tiro di IV per poi scendere con una breve calata, ma non vogliamo perdere tempo.

Da qui un po’ di lingue di neve alternate a passaggi su roccette (sempre di III+) e tratti di misto ci conducono alla spalla del Maudit.

Qui finiscono le difficoltà tecniche, ma non la salita... per arrivare in vetta al Maudit mancano circa 100 metri di dislivello, ma ci mettiamo quasi un'ora a percorrerli, tra creste e pendi ancora belli duri.

Se si è stanchi, al termine della cresta si può scendere direttamente all'itinerario dei Tre Monti

Arriviamo in vetta al Mont Maudit alle h 8:15: foto di rito e poi giù, che la giornata è ancora lunga...

La discesa

Dopo un breve pendio (abbastanza ghiacciato), ci si congiunge con la via dei Tre Monti, si scende il pendio ripido sotto il Maudit seguendo una traccia orizzontale molto esposta e si supera il più rapidamente possibile il classico seracco sospeso (ATTENZIONE!).

A quel punto si passa a fianco al Mont Blanc du Tacul e si scende la Normale del Tacul che quest'anno non è in condizioni ottimali (pendii ripidi che terminano con 3 crepacci aperti, con ponti di neve abbastanza esili) e l'itinerario è ancora abbastanza affollato: ci metteremo 2 ore per arrivare alla base dell’Aiguille du Midi.

Se si è stanchi, si può risalire all'Aiguille du Midi e rientrare al Rifugio Torino con la funivia (risparmiando più di un'ora di tempo)

Noi scegliamo di rientrare al Rifugio Torino a piedi, e la traversata è anch'essa in condizioni non ottimali: anzichè costeggiare i Satelliti, infatti, siamo costretti a scendere e risalire... altro dislivello da macinare.

Arriviamo al Rifugio Torino alle h 12:45: birra e lasagne per tutti, e poi giù a Courmayeur.

Partners & friends

Durante questa salita abbiamo testato le nuove GARMONT TOWER 3.0 GTX: scarponi da alpinismo 4 stagioni, semi ramponabili, ideali per affrontare i percorsi tecnici, offrendo un eccellente compromesso tra peso e prestazioni. Approved!

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